Come migliorare

 

Per “diagnosi” di un edificio si intende, in senso lato, l’individuazione delle eventuali anomalie del sistema edificio-impianto attraverso rilievi delle strutture e dei componenti, esami, calcoli, misure, valutazione critica dei sintomi, interrogazione degli utenti, ecc. Le anomalie possono riguardare diversi aspetti e possono interessare la stabilità, il consumo energetico, le caratteristiche funzionali, il benessere, la sicurezza o ’igiene ambientale. La diagnosi può quindi riferirsi ad aspetti parziali e denominarsi di conseguenza diagnosi energetica”, “diagnosi della sicurezza”, “diagnosi di stabilità”, ecc. I tecnici del settore termotecnico seguono normalmente, sulla base di criteri di competenza tecnica, la “diagnosi energetica”, comprendendovi spesso anche gli aspetti connessi con il benessere, la sicurezza e l’igiene ambientale. La diagnosi energetica si articola nelle seguenti fasi.

I° FASE: CALCOLO DEL FABBISOGNO ENERGETICO CONVENZIONALE

Il calcolo richiede innanzitutto la raccolta dei dati necessari e la loro elaborazione:

  • rilievo delle superfici disperdenti dell’involucro esterno dell’edificio;
  • individuazione della composizione delle strutture disperdenti sulla base dello spessore, dell’anno di costruzione, delle abitudini costruttive della zona, di eventuali disegni o di altre informazioni disponibili;
  • individuazione del sistema di emissione (tipo di corpi scaldanti, posizionamento);
  • individuazione del sistema di regolazione;
  • individuazione del sistema di distribuzione;
  • rilievo dei parametri che caratterizzano il sistema di produzione del calore (vedi norma UNI 10348);
  • elaborazione dei dati rilevati. I risultati della prima fase sono costituiti dal calcolo del Fabbisogno Energetico Convenzionale (consumo di energia primaria comprensivo di combustibile ed energia elettrica). Ai sensi dell’appendice A della norma UNI EN 832 i consumi calcolati vanno confrontati con i consumi reali medi degli ultimi anni, ove disponibili. Se i dati coincidono con un margine di tolleranza ragionevole si deve supporre che i dati di input siano corretti. In caso contrario occorre un supplemento di indagine che consenta di individuare e correggere eventuali errori o dati non affidabili. Con il calcolo del Fabbisogno Energetico Convenzionale si conclude la prima fase della diagnosi.

II° FASE: VALUTAZIONE DEI DATI E CONFRONTO DEGLI STESSI CON I VALORI “NORMALI”

Come la diagnosi medica, anche la diagnosi energetica si basa sul confronto fra i dati rilevati o elaborati e quelli ”normali” intendendo per tali quelli che esprimono le caratteristiche energetiche di un sistema edificio-impianto “in buona salute”, ossia in grado di fornire le prestazioni di un moderno impianto di benessere. I dati da analizzare e confrontare con quelli ”normali” sono le trasmittanze (in particolare quelle più facili da correggere, quali quelle delle coperture) ed i quattro rendimenti dell’impianto. In genere, la diagnosi energetica si estende anche alla sicurezza ed all’igiene ambientale, per cui va considerato ”malato” e bisognoso di cure, l’edificio che non sia in grado di garantire anche uno solo dei seguenti requisiti essenziali: autonomia gestionale, sicurezza positiva ed igiene ambientale.

Il risultato di questa seconda fase è costituito dall’individuazione degli eventuali ”problemi” dell’edificio e dell’impianto, ossia dei ”mali” che necessitano di una ”cura”. È possibile che da questa fase non emergano problemi, ossia che l’edificio e l’impianto offrano tutte quelle caratteristiche di autonomia, benessere, sicurezza, ed economia gestionale che l’abitazione deve garantire. Si può allora passare direttamente alla certificazione: queste caratteristiche positive, garantite da un certificato specifico, possono conferire all’alloggio un meritato maggior valore. Nel caso più generale invece, in cui siano richieste delle correzioni, si passa alla terza fase: quella delle simulazioni.

III° FASE: SIMULAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO

Una volta individuati i punti deboli dell’edificio e del relativo impianto si devono definire gli interventi correttivi.
Non esistono ovviamente soluzioni universali predeterminate. I punti deboli, di diversa natura, possono essere corretti in modo da renderli solo accettabili, oppure in modo tale da ottenere caratteristiche di livello nettamente superiore alla media. Questa fase richiede una capacità progettuale di massima, supportata da adeguati mezzi informatici capaci di eseguire rapide simulazioni degli interventi che si intendono effettuare.

Per simulazione, si intende la progettazione di massima di un intervento di risparmio energetico, la valutazione del suo costo ed il ricalcolo del Fabbisogno Energetico Convenzionale, come se l’intervento fosse già stato eseguito. La simulazione di diversi interventi di risparmio energetico, o di interventi di qualità diversa, consente di stilare una graduatoria di convenienza basata sul rapporto fra costo dell’intervento e benefici, in termini di minor consumo rispetto alla situazione iniziale di riferimento. A tale scopo, va innanzitutto evidenziata la situazione di partenza, fissando i costi attuali dell’energia.

Si individuano quindi i possibili interventi di risparmio energetico, si valutano i relativi costi e si confrontano le nuove prestazioni con la situazione di partenza. Si determina una graduatoria di convenienza che può basarsi per esempio sui tempi di ritorno dell’investimento, tenendo però presente che tutti i dati vanno valutati attentamente. Alcuni interventi integrati, di costo rilevante, possono portare a tempi di ritorno relativamente più lunghi; l’entità del risparmio potrebbe però essere talmente rilevante da rendere l’intervento particolarmente interessante.

IV° FASE: SCELTA DEGLI INTERVENTI DA ESEGUIRE E DEFINIZIONE DI UN PIANO FINANZIARIO

Con i criteri di cui alla fase precedente, si scelgono gli interventi da eseguire e se ne effettua la progettazione esecutiva. Si determinano i costi dell’intervento e si calcola la quota annua di ammortamento, al tasso di interesse concordato con l’ente finanziatore. L’intervento è senza dubbio conveniente se la spesa annua totale risulta inferiore alla spesa di riscaldamento prima dell’intervento. Ciò significa che l’intervento risulterà completamente gratuito e che la spesa di riscaldamento diminuirà già da subito, per ridursi notevolmente (alla metà o oltre) una volta estinto il finanziamento. Ovviamente l’intervento risulta tanto più conveniente quanto minore è la durata del finanziamento. Occorre verificare in particolare che la durata del finanziamento sia sicuramente inferiore alla durata dei componenti dell’impianto previsti dall’intervento. Come si vede, il piano finanziario è condizionato dal calcolo dei consumi futuri. Questo calcolo non può pertanto essere considerato una semplice valutazione, ma deve garantire margini di tolleranza molto ridotti. In altri termini, deve essere eseguito solo da professionisti che siano in grado di assumersi le proprie responsabilità sulla correttezza del calcolo, garantendone i risultati.

Esempio
A titolo dimostrativo riporto di seguito i dati caratteristici relativi ad un progetto di ristrutturazione edilizia che ha avuto come obiettivo la riqualificazione di un’unità immobiliare adibita a civile abitazione, costruita nei primi anni settanta in Rovigo, di circa 100 [mq], singola, accostata ad un’altra unità, indipendente.
In tabella sono riportate le strutture facenti parte dell’involucro edilizio indagato come descritto nelle fasi precedenti, il valore di trasmittanza U prima di eseguire le opere di ristrutturazione, le relative superfici S e i limiti di trasmittanza (SxU lim) al di sotto del quale ricondurre le prestazioni.

STRUTTURA

ORIENTAMENTO

U

S

SxU

U lim

SxU lim

1

PAV. SU TERRENO PAVIMENTO

1,5

46,1

69,16

0,43

19,82

2

TETTO A FALDE SOFFITTO

3

46,1

138,31

0,43

19,82

3

FINESTRA NORD

3,3

5,12

16,9

2,8

14,34

4

FINESTRA SUD

3,3

1,92

6,34

2,8

5,38

5

FINESTRA OVEST

3,3

5,12

16,9

2,8

14,34

6

MURO ESTERNO NORD

1,5

24,1

36,15

0,46

11,09

7

MURO ESTERNO EST

1,5

46,8

70,2

0,46

21,53

8

MURO ESTERNO SUD

1,5

27,3

40,95

0,46

12,56

9

MURO ESTERNO OVEST

1,5

71,08

106,62

0,46

32,7

10

PORTA VETRATA SUD

3,3

1,76

5,81

2,8

4,93

11

PORTA VETRATA SUD

3

1,76

5,28

2,8

4,93

277,17

512,6

161,42

Riportando i dati di tabella in un grafico otteniamo il seguente, dove la linea rossa indica la soglia di trasmittanza limite, mentre la linea magenta rappresenta il valore di trasmittanza reale della struttura in considerazione

g1_migliorare

.La struttura indicata in ascissa con valore 2 relativa al tetto a falde in tabella, evidenzia una notevole dispersione di calore oltre il valore limite. Stessa valutazione può essere estesa alle strutture 6, 7, 8, 9, relative a pareti di muratura rivolte verso l’esterno. Pertanto su queste strutture è stato eseguito un intervento di isolamento termico, dello spessore idoneo a diminuire le dispersione ad un valore di SxU al di sotto del corrispondente valore di trasmittanza limite SxU lim.

Il risultato ottenuto è stato riportato nella seguente tabella e relativo grafico.

STRUTTURA

ORIENTAMENTO

U

S

SxU

U lim

SxU lim

1

PAV. SU TERRENO PAVIMENTO

1,5

46,1

69,16

0,43

19,82

2

TETTO A FALDE SOFFITTO

0,2

46,1

9,22

0,43

19,82

3

FINESTRA ISOLATA 4+12+4 NORD

1,6

5,12

8,19

2,8

14,34

4

MURO ESTERNO NORD

0,46

24,1

11,09

0,46

11,09

5

MURO ESTERNO EST

0,46

46,8

21,53

0,46

21,53

6

FINESTRA ISOLATA 4+12+4 SUD

1,6

1,92

3,07

2,8

5,38

7

MURO ESTERNO SUD

0,46

27,3

12,56

0,46

12,56

8

FINESTRA ISOLATA 4+12+4 OVEST

1,6

5,12

8,19

2,8

14,34

9

MURO ESTERNO OVEST

0,46

71,08

32,7

0,46

32,7

10

PORTA VETRATA SUD

3,3

1,76

5,81

2,8

4,93

11

PORTA VETRATA SUD

2

1,76

3,52

2,8

4,93

277,17

185,03

161,42

g2_migliorare

Tutte le strutture da 2 a 11 oggetto d’intervento, risultano ora meno disperdenti di quanto richiesto dal valore limite e quindi riqualificate energeticamente.

In pratica, prima della ristrutturazione il fabbisogno di energia primaria era di circa 25.530 [kWh anno], dopo i lavori di ristrutturazione il consumo di energia primaria è diventata circa 9.316 [kWh anno] pari ad uno risparmio di circa il 63% anno.

Il “piano finanziario” riferito all’intervento di ristrutturazione sopra descritto si può sommariamente descrivere come segue:

piano_migliorare

Risultato: il cliente ha ristrutturato il sistema edificio-impianto conferendo allo stesso importanti caratteristiche di benessere, autonomia gestionale e forte riduzione del fabbisogno energetico, prima mancanti. Il costo della ristrutturazione è risultato pari a zero €. I risparmi sono però risultati immediati. Fra pochi anni saranno molto rilevanti, come riassunto nel “piano finanziario”. Ciò che stupisce è che proposte di questo genere non vengano facilmente recepite e che si debba faticare non poco per convincere gli investitori ad adottarle. La diffidenza nasce probabilmente da esperienze negative subite in passato. Il risparmio energetico richiede anche la soluzione di questi problemi: occorre ridare fiducia al mercato con proposte professionali che riportino credibilità in un settore fin troppo provato.

V° FASE: CERTIFICAZIONE ENERGETICA DELL’EDIFICIO O DELL’UNITÀ IMMOBILIARE

Una volta eseguiti gli interventi previsti dalla diagnosi, i dati forniti dalla simulazione possono essere acquisiti e riportati nella certificazione energetica. È opportuno che la certificazione energetica contenga anche, oltre ai dati energetici, la certificazione di sicurezza ed igiene ambientale, ove del caso. Si tratta di garanzie fondamentali, senza le quali nessun alloggio dovrebbe essere venduto o dato in locazione.

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